team building

Team building e Talenti con Wideverse

Ogni persona porta con sé un dono unico: il proprio talento. Ma in un team, non basta riconoscere i talenti individuali: serve imparare a metterli al servizio del gruppo e trasformarli in energia collettiva.

In due giornate di team building esperienziale con il team di Wideverse abbiamo accompagnato venti giovani professionisti in un viaggio di scoperta, consapevolezza e azione. Ecco come si è svolto il percorso.

La scoperta dei talenti individuali

Linee invisibili: guardarsi attraverso gli occhi degli altri

Abbiamo iniziato con un esercizio corporeo, semplice ma rivelatore. A turno, ognuno è stato chiamato a rispondere a domande come: “Chi è il più coraggioso? Chi è il più testardo? Chi è la guida del gruppo?”.
Non c’erano parole, solo movimenti nello spazio.

In questo esercizio, è emerso quanto spesso ci conosciamo meno di quanto crediamo e come le percezioni degli altri possano sorprenderci. È stato il primo passo per aprire lo sguardo oltre sé stessi.

Il mio talento in 5 domande: alla scoperta del talento

Successivamente, il gruppo è stato diviso a coppie per poter rispondere a queste domande mirate: Quando mi sento davvero nel mio elemento? Quali attività mi danno energia? Quali capacità mi vengono naturali?

Così, ognuno ha potuto mettere a fuoco i momenti della propria vita in cui il talento si è espresso con più forza. Un primo incontro autentico con la parte migliore di sé.

I post-it dei talenti: Il riconoscimento reciproco

Dopo l’introspezione, è arrivato il momento del riconoscimento. Ogni singolo componente del Team ha ricevuto indicazioni sui propri potenziali talenti dal resto del gruppo.
Ogni partecipante ha raccolto non solo ciò che pensa di sé, ma anche ciò che gli altri vedono in lui. Un dono potente: lo specchio del gruppo.

In questo modo, all’interno del team si è generata un’energia e un’apertura profonda che ha messo le basi per il lavoro successivo, oltre che essere un momento prezioso di condivisione e di riconoscimento reciproco.

Dal talento individuale al talento collettivo

Il Giardino dei Talenti: cosa fiorisce, cosa cresce, cosa si soffoca

Durante questo esercizio, il Team è stato suddiviso in 4 squadre e ogni squadra aveva il compito di:

  • individuare i talenti più utilizzati all’interno dell’organizzazione
  • individuare i talenti poco utilizzati
  • individuare i talenti da utilizzare

Questo esercizio è stato eseguito in modo creativo, attribuendo ad ogni talento una forma da realizzare. In questo modo, i vari gruppi hanno potuto svolgere l’esercizio con partecipazione, creatività e coinvolgimento.

Al termine dell’esercizio, il gruppo di lavoro si è accorto che non tutti i talenti hanno lo stesso spazio di espressione. Alcuni brillano, altri attendono di germogliare, altri rischiano di spegnersi se non trovano spazio di espressione.

Il Progetto Generativo: agire con i talenti

Nell’ultima parte della giornata, il team è stato chiamato alla creazione di un progetto generativo che potesse far fiorire i talenti non ancora utilizzati. In questo modo, si è data concretezza al lavoro precedente e si è definito il cambiamento futuro da portare nell’organizzazione.

Naturalmente, l’idea di alimentare un gruppo di lavoro attraverso i talenti, le inclinazioni naturali e le predisposizioni di ciascun membro del team, rende l’organizzazione stessa più produttiva, si innalzano i livelli di fidelizzazione e senso di appartenenza e, infine, si aumenta il benessere aziendale.

Infine, possiamo affermare che consentire al gruppo di far emergere i propri talenti e di metterli al servizio del Team, agevola un cambiamento profondo nel mindset delle Risorse, facilitando l’espressione della leadership

Dal riconoscere al migliorare: comportamenti disfunzionali

Nella seconda giornata, lo sguardo si è spostato sugli atteggiamenti e i comportamenti che danneggiano o favoriscono il gruppo. Infatti, mentre la prima giornata è stata dedicata alla ricerca dei talenti e a mettere in risalto le qualità e i punti di forza del team, la seconda giornata di lavoro ha posto al centro le dinamiche di lavoro del team e, quindi, i comportamenti funzionali e disfunzionali.

Attraverso gli esercizi, le attività e i momenti di condivisione si è voluto facilitare l’individuazione di quei comportamenti e atteggiamenti disfunzionali al lavoro in team e proporre un progetto di cambiamento.

L’Isola che affonda: collaborare o cadere

Durante questo esercizio, il gruppo ha iniziato a notare i comportamenti e gli atteggiamenti funzionali e disfunzionali che possono esserci all’interno di un team. Inoltre, la tipologia di esercizio proposto ha facilitato la seguente consapevolezza: quando lo spazio si restringe (nelle difficoltà o sotto pressione), solo la cooperazione permette al team di continuare a navigare.

Scultura dei comportamenti: rendere visibile l’invisibile

Il lavoro di team building è proseguito con un focus sui comportamenti e gli atteggiamenti disfunzionali.

I partecipanti al lavoro di team working hanno individuato i propri comportamenti e atteggiamenti disfunzionali e, successivamente, hanno dato una forma simbolica a quei comportamenti e atteggiamenti attraverso l’utilizzo dei Lego.

I Lego, infatti, hanno consentito al gruppo di lavoro di affrontare un tema delicato e spinoso attraverso una modalità giocosa e divertente. In questo modo, è stato più facile e semplice per il Team condividere le proprie area di miglioramento.

Infine, questo esercizio ha reso ancora più visibile e più facile da ricordare l’impegno richiesto ad ogni singolo componente del Team.

Trasformare e generare il nuovo: assemblare i Lego

Nell’ultimo esercizio della giornata, è stato chiesto al Team di fare due passaggi:

  1. Individuare nell’area di miglioramento dell’altro qualcosa di utile per se stessi.
  2. Unire il proprio manufatto costruito con i Lego al manufatto dell’altro, fino ad avere un’unica rappresentazione.

Entrambi i momenti, sono stati estremamente significativi e hanno consegnato al gruppo momenti di condivisione, arricchimento reciproco, alimentando il senso di appartenenza.

Infatti, durante la prima fase dell’esercizio, vi è stata una rivalutazione in chiave generativa del comportamento disfunzionale dell’altro. L’obiettivo non era quello di sminuire il comportamento inefficace, ma di facilitare il sostegno reciproco in un percorso di cambiamento.

La seconda fare dell’esercizio, invece, ha dato la possibilità al Team di unire ogni singola costruzione Lego, con quella dell’altro fino a creare un’unica rappresentazione.

Questo esercizio ha fatto emergere le caratteristiche inconsapevoli del Team, la posizione di ciascuno all’interno del gruppo di lavoro e, allo stesso tempo, sia le aree di miglioramento del Team, che il potenziale.

Screenshot

Conclusione: Talenti e atteggiamenti, la vera forza del team

Questo percorso ha mostrato che un team non nasce “funzionante” per caso.
Un team funziona quando:

  • i talenti individuali vengono riconosciuti e messi al servizio,
  • i comportamenti disfunzionali vengono visti e superati,
  • si costruiscono insieme regole concrete e condivise per crescere.

È così che il talento smette di essere un dono isolato e diventa energia collettiva. Un’energia che trasforma un gruppo di persone in un vero team.