il limite della soglia

Il Limite della Soglia: perché la vita sembra opporsi quando iniziamo davvero a cambiare

Hai mai notato che, proprio quando una persona decide finalmente di cambiare vita, di avviare il proprio progetto o, più semplicemente, quando prova a fare qualcosa di nuovo, sembra che tutto inizi improvvisamente a complicarsi?

Quando proviamo a cambiare, proviamo a fare qualcosa per noi stessi o, semplicemente, ci diamo il permesso di vivere un desiderio, sembra che la vita ci remi contro. In alcuni casi, accadono cose strane, eventi inattesi e impedimenti grandi: un genitore si ammala; il figlio ha un incidente; scoppiano conflitti familiari e compaiono difficoltà che sembrava inesistenti

È soltanto una coincidenza? Oppure esiste una dinamica più profonda?

In questo articolo presenterò quello che definisco Limite della Soglia, un modello interpretativo che integra psicologia sistemica, neuroscienze e coaching.

Che cos’è il Limite della Soglia?

Il Limite della Soglia è il momento critico in cui una persona sta abbandonando il proprio equilibrio precedente senza aver ancora consolidato quello nuovo. In questa fase aumentano le probabilità che emergano resistenze interne, tensioni relazionali ed eventi destabilizzanti che mettono alla prova la continuità del cambiamento.

Infatti, il cambiamento in atto modifica gli equilibri della persona e del sistema di relazioni in cui vive quella persona. Una perdita di equilibri consolidati che destabilizza l’intero sistema, che cercherà di ritrovare l’equilibrio precedente o crearne uno nuovo.

Perché l’ho chiamato “Limite della Soglia”

Ho scelto l’espressione “Limite della Soglia” perché richiama un concetto antico e universale: ogni autentica trasformazione richiede l’attraversamento di una soglia. La soglia non è semplicemente un confine fisico. È uno spazio di passaggio tra due modi di essere. È il momento in cui una persona lascia andare una condizione conosciuta senza aver ancora raggiunto quella nuova. In questa fase convivono incertezza, vulnerabilità e possibilità.

Questa idea affonda le sue radici nell’antropologia culturale.

I riti di passaggio di Arnold Van Gennep

Nel 1909 l’antropologo Arnold Van Gennep, nel suo celebre libro Les Rites de Passage, osservò che tutte le culture accompagnano i grandi cambiamenti della vita attraverso rituali sorprendentemente simili. Che si tratti della nascita, dell’iniziazione all’età adulta, del matrimonio, dell’ingresso in una comunità o della morte, ogni trasformazione segue tre fasi fondamentali.

1. Separazione

La persona si distacca dalla condizione precedente. Lascia un ruolo, un’identità, un’appartenenza o un modo di vivere. È il momento in cui il passato inizia a perdere forza, ma continua ancora a esercitare la propria influenza.

2. Soglia (fase liminale)

È il cuore del cambiamento. Van Gennep la definisce una fase intermedia, nella quale la persona non appartiene più al vecchio mondo ma non è ancora entrata pienamente nel nuovo. È uno spazio di transizione. Le vecchie certezze non funzionano più. Le nuove competenze non sono ancora consolidate.

È una fase inevitabilmente instabile.

3. Reintegrazione

Solo dopo aver attraversato la soglia la persona viene riconosciuta nella nuova identità. Non è più semplicemente “la stessa persona cambiata”, ma qualcuno che occupa un posto diverso nel proprio sistema di relazioni. Il cambiamento diventa stabile e viene progressivamente riconosciuto anche dagli altri.

Victor Turner e il concetto di liminalità

Negli anni Sessanta, l’antropologo Victor Turner approfondì il lavoro di Van Gennep introducendo il concetto di liminalità. Il termine deriva dal latino limen, che significa proprio soglia. Per Turner, la liminalità rappresenta una condizione particolare nella quale vengono temporaneamente sospese le regole abituali. Le identità diventano più fluide. I riferimenti abituali vengono meno. Le gerarchie si modificano.

Le persone sperimentano una sensazione di sospensione, come se vivessero “tra due mondi”. Turner descrive questa fase come estremamente creativa, ma anche profondamente destabilizzante. È proprio durante la liminalità che possono emergere paure, dubbi, conflitti e resistenze. Non perché il cambiamento sia sbagliato, ma perché ogni sistema, individuale e collettivo, sta cercando un nuovo equilibrio.

Il limite della Soglia: cosa dice la scienza

Nel corso del tempo ho approfondito questo tema e ho raccolto alcune teorie che spiegano la dinamica del limite della soglia:

  1. la psicologia sistemica: ogni persona vive all’interno di sistemi relazionali: la famiglia, la coppia, il gruppo di amici, il contesto lavorativo, la comunità. In ciascuno di questi sistemi esistono equilibri costruiti nel tempo, spesso in modo inconsapevole.
  2. L’omeostasi: indica la tendenza di un organismo a mantenere un equilibrio interno nonostante le variazioni dell’ambiente.
  3. Il Process Work di Arnold Mindell: Lo psicoterapeuta e fisico Arnold Mindell, fondatore del Process Oriented Psychology (Process Work), osservò che ogni percorso di trasformazione incontra prima o poi un confine invisibile, che definì edge.
  4. Lealtà invisibili (Boszormenyi-Nagy): secondo Boszormenyi-Nagy esistono lealtà profonde verso il proprio sistema di appartenenza. Quando questa lealtà viene messa in discussione può subentrare un senso di colpa inconsapevole che danneggia l’intero sistema.
  5. Costellazioni Familiari di Bert Hellinger: il sistema (familiare, amicale, organizzativo, etc) reagisce quando un elemento del sistema prova ad allontanarsi dal sistema stesso.
  6. Jung e la sincronicità: nei momenti di grande trasformazione personale possono verificarsi incontri, eventi o coincidenze che sembrano rispecchiare il processo interiore della persona.

Analizziamo queste teorie per comprendere meglio il Limite della Soglia. Ovviamente, alcune teorie sono meno accreditate di altre e su alcune posizioni sono in corso diverse dibattiti, come per esempio, sulle costellazioni familiari. Tuttavia, preferisco riportare la molteplicità di teorie, scoperte e approcci perchè ogni elemento può farci comprendere meglio come funziona il Limite della Soglia.

La psicologia sistemica: ogni sistema cerca un nuovo equilibrio

Uno dei principi fondamentali della psicologia sistemica è che nessuna persona cambia isolatamente. Ognuno di noi vive all’interno di sistemi di relazioni – la famiglia, la coppia, il lavoro, il gruppo sociale – che, nel tempo, costruiscono un proprio equilibrio. Ne consegue che siamo tutti interconnessi e che quando un singolo elemento del sistema prova a spostarsi, uscire, allontanarsi dal suo sistema, si creano delle reazioni all’interno dello stesso sistema.

Nel modello del Limite della Soglia, questa prospettiva offre una chiave di lettura importante: quando una persona cambia, non è solo lei a dover trovare un nuovo equilibrio. Anche il sistema di cui fa parte è costretto a riorganizzarsi. Ed è proprio durante questa fase di assestamento che possono emergere resistenze, conflitti e dinamiche inattese.

L’omeostasi: la naturale tendenza all’equilibrio

Il termine omeostasi deriva dalla biologia e indica la capacità di un organismo di mantenere il proprio equilibrio interno nonostante i cambiamenti esterni. La psicologia sistemica applica questo principio anche alle relazioni umane.

Quando una persona cambia ruolo, atteggiamento o modo di relazionarsi, l’equilibrio esistente viene inevitabilmente messo in discussione. Il sistema reagisce cercando un nuovo assetto: possono aumentare tensioni, richieste, incomprensioni o conflitti. Non perché qualcuno lo desideri consapevolmente, ma perché ogni sistema tende naturalmente a ristabilire una condizione di stabilità.

Questa dinamica aiuta a comprendere perché un cambiamento personale possa avere effetti che sembrano coinvolgere anche le persone intorno a noi. Non è il cambiamento a creare i problemi, ma la riorganizzazione dell’equilibrio relazionale può rendere più evidenti dinamiche che prima rimanevano in secondo piano.

L’edge di Arnold Mindell: il confine della trasformazione

Lo psicoterapeuta e fisico Arnold Mindell, fondatore del Process Oriented Psychology (Process Work), osservò che ogni percorso di trasformazione incontra prima o poi un confine invisibile, che definì edge.

L’edge è il punto in cui la nostra identità abituale incontra qualcosa di nuovo che ancora non riesce a integrare. È il momento in cui desideriamo cambiare, ma una parte di noi continua ad aggrapparsi a ciò che conosce.

Secondo Mindell, è proprio vicino a questo confine che il processo di cambiamento tende a intensificarsi. Possono aumentare i conflitti, riemergere vecchie paure, comparire ostacoli inattesi o verificarsi coincidenze che sembrano avere un significato particolare.

Anche in questa teoria troviamo l’azione del Limite della Soglia.

Lealtà invisibili: il legame invisibile con la propria storia

Lo psichiatra Ivan Boszormenyi-Nagy, fondatore della terapia familiare contestuale, introdusse il concetto di lealtà invisibili per descrivere quei legami profondi che ci uniscono alla nostra famiglia d’origine.

Secondo questa prospettiva, ognuno di noi eredita non solo un patrimonio genetico, ma anche aspettative, valori, sacrifici e “debiti relazionali” che possono influenzare le nostre scelte in modo inconsapevole.

Per questo motivo, un cambiamento importante può generare un senso di colpa difficile da spiegare razionalmente. Alcune persone, ad esempio, possono vivere convinzioni come:

  • Se io sto bene, sto tradendo la mia famiglia.
  • Se ho più successo di mio padre, lo metto in ombra.
  • Se costruisco una vita diversa da quella dei miei genitori, sto rinnegando le mie radici.

Questi pensieri raramente sono consapevoli, ma possono trasformarsi in una potente resistenza al cambiamento.

Boszormenyi-Nagy non invita a rompere i legami familiari, bensì a renderli più consapevoli. Solo riconoscendo queste lealtà è possibile distinguere ciò che desideriamo davvero da ciò che sentiamo di dover fare per rimanere fedeli alla nostra storia.

Nel modello del Limite della Soglia, le lealtà invisibili rappresentano una delle forze che possono rallentare l’evoluzione personale. Attraversare la soglia significa anche comprendere che è possibile onorare la propria famiglia senza essere costretti a ripeterne il destino.

Le Costellazioni Familiari di Bert Hellinger

Il terapeuta tedesco Bert Hellinger, ideatore delle Costellazioni Familiari, ha proposto una visione secondo cui ogni individuo è profondamente influenzato dal sistema familiare, organizzativo e sociale a cui appartiene.

Secondo Hellinger, all’interno di ogni sistema esistono dinamiche invisibili che tendono a preservare l’equilibrio del sistema. Quando una persona si allontana dal ruolo che ha ricoperto per anni o interrompe schemi tramandati da generazioni, possono emergere resistenze, conflitti o un forte senso di appartenenza che la spinge a tornare “al proprio posto”.

Jung e la sincronicità: quando le coincidenze acquistano significato

Lo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung introdusse il concetto di sincronicità per descrivere quelle coincidenze che, pur non essendo legate da un rapporto di causa-effetto, appaiono profondamente significative per chi le vive.

Secondo Jung, nei momenti di grande trasformazione personale possono verificarsi incontri, eventi o coincidenze che sembrano rispecchiare il processo interiore della persona. Non sono necessariamente “messaggi dell’universo”, ma esperienze che assumono un particolare significato psicologico nel contesto del cambiamento.

La sincronicità non pretende di spiegare scientificamente gli eventi, ma invita a considerarli come occasioni di riflessione e di maggiore consapevolezza. Nel modello del Limite della Soglia, il concetto di sincronicità offre una chiave di lettura complementare: durante le fasi di transizione le persone tendono ad attribuire un significato particolare ad alcune coincidenze. Più che cercare relazioni di causa-effetto, può essere utile interrogarsi su ciò che questi eventi rivelano del percorso di trasformazione che si sta vivendo.

Limite della Soglia: un esempio concreto

Immaginiamo una donna che, per tutta la vita, abbia svolto il ruolo della “salvatrice” della famiglia (o all’interno di una organizzazione, di un gruppo di amici, etc). Ogni volta che nasce un problema, interviene lei: organizza, media, risolve, si rende disponibile. Dopo un percorso di coaching decide finalmente di mettere dei confini più chiari: comincia a dire qualche “no” e decide di dedica tempo ai propri progetti. Nelle settimane successive sembra che i problemi aumentino: un parente telefona continuamente chiedendo aiuto, i genitori (o figli o i colleghi) litigano più spesso e qualcuno chiede aiuto per un incidente, una malattia o un problema qualsiasi.

In queste condizioni è molto probabile che appaia un pensiero di questo tipo: “Se avessi continuato a fare quello che facevo prima, tutto questo non sarebbe successo.” oppure “Ecco: tutte le volte che provo a fare qualcosa per me, la vita mi mette i bastoni tra le ruote” e ancora: “Meglio rinunciare a me, al mio progetto, al mio cambiamento perchè adesso devo prendermi cura di lui/lei/loro”

Quei problemi non sono necessariamente stati creati dal cambiamento della donna. Piuttosto, il sistema sta cercando un nuovo modo di funzionare dopo la perdita di un elemento che, fino a quel momento, aveva svolto una funzione stabilizzatrice. Il cambiamento rende visibili dinamiche che prima erano compensate dal comportamento della “salvatrice”.

Come affrontare il Limite della Soglia

Attraversare il Limite della Soglia non significa evitare le difficoltà, ma imparare a viverle senza perdere la direzione. Se questa fase è parte naturale di ogni trasformazione, l’obiettivo non è eliminarla, bensì attraversarla con maggiore consapevolezza.

Ecco alcuni suggerimenti pratici.

1. Non interpretare ogni difficoltà come un segnale di fallimento

Durante un cambiamento è normale che emergano ostacoli, dubbi o imprevisti. Evita di concludere troppo in fretta che “hai sbagliato strada”. Le difficoltà non sono necessariamente la prova che il cambiamento sia un errore.

2. Distingui la responsabilità dal senso di colpa

Essere responsabili delle proprie scelte non significa sentirsi colpevoli per tutto ciò che accade intorno a noi. Imparare a distinguere questi due aspetti è fondamentale per non rinunciare al proprio percorso.

3. Osserva le reazioni del sistema senza combatterle

Ogni cambiamento modifica gli equilibri delle relazioni. Se familiari, amici o colleghi reagiscono con resistenza, prova a osservare ciò che accade senza viverlo come un attacco personale. Spesso il sistema sta semplicemente cercando un nuovo equilibrio.

4. Mantieni chiara la tua direzione

Nei momenti di instabilità è facile perdere di vista il motivo per cui hai deciso di cambiare. Ricorda a te stesso quali valori, obiettivi e bisogni hanno dato origine al tuo percorso. Insomma, rimani saldo nel tuo Ikigai.

5. Rafforza la tua nuova identità

Ogni scelta coerente con la persona che desideri diventare consolida il cambiamento. Le nuove abitudini, anche se piccole, contribuiscono a rendere stabile la nuova identità.

6. Circondati di persone che sostengono la tua crescita

Affrontare una trasformazione è più semplice quando si è accompagnati da persone capaci di incoraggiare il cambiamento invece di ostacolarlo. Un coach, un mentore o una comunità possono fare una grande differenza.

7. Accetta che l’instabilità faccia parte del processo

Nessuna trasformazione profonda è completamente lineare. Ogni passaggio importante attraversa una fase di incertezza prima di trovare un nuovo equilibrio. Accettare questa realtà permette di vivere il cambiamento con maggiore serenità e resilienza.

Il Limite della Soglia non è un ostacolo da evitare, ma un passaggio da attraversare. È proprio la capacità di restare fedeli alla propria direzione, anche quando tutto sembra ancora incerto, che trasforma un desiderio di cambiamento in una nuova identità.

Cosa succede oltre il Limite della Soglia?

Ogni attraversamento porta con sé una promessa: dall’altra parte della soglia non troviamo una vita senza problemi, ma un nuovo equilibrio.

Le difficoltà non scompaiono improvvisamente. Ciò che cambia è il modo in cui la persona si relaziona a esse. La nuova identità inizia a consolidarsi, il sistema si riorganizza e ciò che inizialmente sembrava instabile diventa progressivamente la nuova normalità.

Molte persone descrivono questa fase con sensazioni comuni:

  • si sentono più libere di essere sé stesse;
  • provano meno bisogno di cercare approvazione;
  • stabiliscono confini più sani nelle relazioni;
  • prendono decisioni con maggiore serenità;
  • vivono relazioni più autentiche e meno basate sui vecchi ruoli.

Anche il sistema intorno a loro tende, con il tempo, a trovare un nuovo equilibrio. Le persone che inizialmente avevano opposto resistenza possono adattarsi al cambiamento, ridefinire i propri ruoli o sviluppare nuove modalità di relazione.

Naturalmente non accade sempre in modo lineare. Alcuni rapporti si rafforzano, altri si trasformano e qualcuno può anche interrompersi. Ma ciò che emerge è una maggiore coerenza tra la persona e la vita che conduce.

Questo è il significato più profondo del Limite della Soglia: non rappresenta un muro che impedisce il cambiamento, ma il passaggio necessario attraverso cui il cambiamento smette di essere una semplice intenzione e diventa parte della nostra identità.

Come scriveva Joseph Campbell nel suo celebre studio sul viaggio dell’eroe, ogni trasformazione autentica richiede l’attraversamento di una soglia. Solo dopo aver avuto il coraggio di superarla è possibile tornare al mondo con una nuova consapevolezza di sé.

Strumenti pratici per superare il Limite della Soglia

Durante il mio percorso professionale e il mio cammino personale ho trovato questi strumenti, approcci e pratiche per superare il Limite della Soglia:

  1. Percorsi di Coaching generativo. Un percorso di coaching generativo ti consente sia di elaborare consapevolezza così da accorgerti del Limite della Soglia, sia di proseguire sul tuo percorso evolutivo e di cambiamento.
  2. Laboratorio Realizza Chi Sei. Durante il laboratorio trovi il tuo Ikigai e riconosci la tua autencità. Questo processo è di grande supporto nell’affrontare e superare la soglia.
  3. Laboratorio TheoryU. Un laboratorio che viene direttamente dal MIT di Boston e che lavora sulla tua migliore possibilità futura, accompagnandoti verso il definitivo superamento del Limite della Soglia.
  4. Laboratorio Cambia la Tua Storia®. Probabilmente, è il laboratorio più potente per identificare la soglia e superarla. Infatti, durante il laboratorio si scopre la propria Credenza Madre che agisce come una Soglia e si cambia la propria narrazione profonda per accedere al proprio potenziale inespresso.

Naturalmente, esistono anche altri approcci, metodi e percorsi che ti consentono di lavorare sul Limite della Soglia. In questo articolo ho voluto riportare quelli su cui ho maggiore praticità ed esperienza. Il suggerimento è quello di approfondire questi approcci, strumenti e pratiche e trovare quello che risuona con se stessi.

Limite della Soglia: pdf gratuito

Da questo link puoi scaricare il pdf gratuito sul Limite della Soglia. All’interno del pdf puoi trovare un riassunto del Limite della Soglia, le teorie che spiegano il Limite della Soglia e le pratiche per affrontare il Limite della soglia: scarica il pdf gratuito Limite della Soglia

Limite della Soglia: podcast

In questo podcast puoi approfondire il modello interpretativo del Limite della Soglia. Nel podcast ho riassunto le caretteristiche del Limite della Soglia, come funziona e come riconoscere la sua attivazione.

Limite della Soglia: video

In questo video, ho analizzato il Limite della Soglia condividendo sia le teorie a supporto, sia gli strumenti, gli esericizi e le pratiche che puoi sperimentare per fronteggiare il Limite della Soglia:

Riflessioni aggiuntive sul Limite della Soglia

Mi occupo di coaching dal 2008 e, nel corso degli anni, ho accompagnato migliaia di persone verso il cambiamento e la crescita personale. Ho sempre osservato la presenza della soglia. Molto spesso i miei coachee mi dicevano: “è accaduto questo imprevisto: devo rinunciare al mio percorso di cambiamento”. Oppure, mi portavano nelle sessioni di coaching un’esperienza pregressa: “tutte le volte che provo a cambiare, succede qualcosa che mi ostacola: come se la vita mi ostacolasse”.

Con il tempo ho continuato ad osservare questa dinamica, che riuscivo a spiegare e a spiegarmi con la sincronicità di Jung. Però, non era sufficiente. Mancava qualcosa. Il quadro non era completo. Individuare il Limite della Soglia è stata un’epifania. Un concetto che chiude il cerchio rispondendo ad una domanda semplice, ma dirimente: “perchè tutte le volte che provo a cambiare accade qualcosa che sembra impedirmi il cambiamento?” e “perchè tutte le volte che provo a dedicarmi al mio progetto, ai miei desideri, al mio futuro, la vita sembra ostacolarmi?” In tutti questi casi, vi è un limite da valicare: il limite della soglia. Quel limite che decide tra passato e futuro, tra chi eri e chi desideri diventare.